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INVISIBILI: Non è un viaggio, è una fuga.

invisibili docufilm unicefPer gentile concessione dell’Unicef, K2 Tv inserisce nel suo palinsesto il docu-film Invisibili, non è un viaggio, è una fuga. Storie di ragazzi che arrivano soli in Italia.
 
Il documentario della durata di 30 minuti circa, racconta le difficili prove che la vita ha messo di fronte ad alcuni ragazzi che per sfuggire ad una vita impossibile, a causa di guerre o di estrema miseria economica, vengono mandati da soli ad affrontare il mondo, spesso incappando in squali voraci che sbranano coloro che hanno mesno difese contro il male della vita.
 
Potete seguire il film su K2Tv, verificare il palinsesto per gli orari di trasmissione, oppure potete vedere il trailer sul canale youtube di Unicef, https://www.youtube.com/watch?v=Fjxo77bOVIk

 

Invisibili è stato presentato con grande riscontro in eventi pubblici promossi dall’UNICEF a Roma, Palermo, Milano, nonché in importanti festival come Le Voci dell’Inchiesta (Pordenone), Premio Luchetta Incontra (Trieste), il Ferrara Film Festival.

Un estratto del documentario, l’inchiesta ” Noi, i ragazzi dello zoo di Roma” ha vinto il Premio Luchetta 2016 come Miglior Reportage TV. L’intero docu-film è tra i finalisti del Festival di Capodarco L’Anello Debole tra i “cortometraggi della realtà”.

 

Un progetto di inchiesta di: Floriana Bulfon e Cristina Mastrandrea, Realizzato per UNICEF Italia
Durata: 30 minuti
Regia, riprese e montaggio: Toni Trupia e Mario Poeta, Post-produzione audio: Gianni Del Popolo
Assistenza tecnica e Realizzazione trailer: Tango Produzioni
Realizzazione trailer istituzionale: Toni Trupia, Mario Poeta con Gianni Del Popolo
Grafica: Ilaria Vescovo

 

SINOSSI

«Sono un bambino, ho paura». Abdul, sedici anni, s’accende una sigaretta mentre stringe a sé due sacchetti di plastica blu.
Con lui Fathi, Ibrahim, Mohammed, bambini costretti a vivere per strada e a vendere il loro corpo per non morire di fame. Vittime di pedofili nel centro di Roma, cuore d’Italia. Invisibili tra viaggiatori distratti e pellegrini.
I sogni infranti e le paure raccontate in presa diretta, scendendo nei cunicoli maleodoranti in cui dormono, arrotolati in coperte sporche e bucate, fagotti buttati tra i sacchetti della spazzatura, con i topi che ogni notte provano a infilarsi nei loro pantaloni.
Storie di figli i cui genitori si sono indebitati per raccogliere le migliaia di euro che servono per imbracarsi verso un futuro migliore. Ragazzini traditi dal viaggio di violenza che affrontano da soli. Alle loro spalle lasciano macerie, guerre, ma anche affetti e, da una tragedia apparentemente scampata, ne trovano un’altra.
Piccoli schiavi persi nella violenza. I segni di calci e botte sul corpo di Gloria, considerata solo merce da usare e gettare, il coraggio di Joy scappata dalle mani della sua sfruttatrice che oggi urla: «Non consiglierei a nessuno di venire in Europa».
Da gennaio ad ottobre 2016, stando ai dati del Ministero del Lavoro, oltre 22mila minori non accompagnati sono stati registrati in Italia. Bambini di cui spesso si perdono le tracce. Solo quest’anno 6.500 risultano irreperibili. Uno su tre fugge dai centri d’accoglienza. Molti cercano di raggiungere parenti e amici nel nord Europa, tenendosi stretto il fogliettino con i numeri da chiamare. Fuggono per trovare un lavoro e iniziare a mandare anche pochi spiccioli ai familiari.  Sono loro i più a rischio e i più vulnerabili tra i migranti e la criminalità ne ha fatto un affare.
E poi c’è chi aspetta. Ebrima lo fa da mesi e chiede un’unica cosa: «Non voglio stare qui, nel centro, a mangiare con i soldi di qualcun altro. Voglio i miei documenti perché altrimenti non posso trovare un lavoro». E chi si sente «un ragazzo fortunato» perché, come Menga, ha trovato una famiglia in cui «l’integrazione è una bellissima parola, è una ricchezza la diversità».
E chi come Michele scappa e basta. Senza sapere dove andare.Un viaggio che è una fuga. Un’emergenza trascurata. Un’indagine sul campo che documenta la violenza subita, vista con gli occhi dei bambini violati.

 

BIGRAFIE

Floriana Bulfon, giornalista d’inchiesta, scrive per l’Espresso ed è inviata della trasmissione di Rai1 ‘Petrolio’. E’ autrice di ‘Grande Raccordo Criminale’, il libro che ha descritto in anticipo il sistema di mafia Capitale. Si occupa principalmente di criminalità organizzata, terrorismo internazionale, pedofilia, sfruttamento del lavoro e cyber security. Ha seguito l’indagine sull’omicidio di Giulio Regeni con alcune esclusive per l’Espresso e Rai1. Di recente ha vinto il Premio Internazionale Luchetta 2016 miglior reportage TV, il ‘Premio al giornalismo d’inchiesta del Gruppo dello Zuccherificio’ per aver raccontato come a causa di un vuoto normativo un pedofilo sia rimasto impunito, il ‘Premio d’inchiesta Simona Cigana’, il ‘Premio Pietro di Donato’ e il ‘Premio Estra’. Laureata in filosofia e scienze giuridiche, ha conseguito un MBA con borsa di studio al merito.

Cristina Mastrandrea, fotoreporter, giornalista e videomaker freelance, ha pubblicato i suo reportage su diverse testate tra le quali La Repubblica e l’Espresso. Collabora con RaiNews 24 e RAI 3. Si occupa prevalentemente di tematiche sociali e questioni di genere in particolare in Nord Africa su fenomeni migratori, religiosi e di cambiamento politico sociale. In Tunisia ha seguito la storia di Amina Sboui e le sue proteste contro la morale islamica, e​ ha raccontato il fenomeno dei fighters tunisini arruolati nell’ISIS attraverso la voce delle madri. In Centro America ha seguito tematiche di genere, migrazione e cambiamenti socio culturali: a Cuba un lavoro sui giovani nell’era delle nuove tecnologie, in Messico un progetto sulle donne vittime di violenza e in lotta contro il femminicidio. Sta realizzando un reportage per RAI 3 sui migranti e sulle famiglie deportate e separate dal muro al confine tra Stati Uniti e Messico. Laureata in Scienze Politiche con un Master in fotogiornalismo all’ISFCI di Roma. Ha vinto il Premio Luchetta 2016 Miglior Reportage TV e ha ricevuto diverse menzioni d’onore internazionali all’IPA e al MIFA Photo Award.

Toni Trupia, nasce ad Agrigento nel 1979. È stato assistente di Mario Monicelli e Michele Placido. Dopo il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia e numerosi cortometraggi, ha esordito nel lungometraggio con il film: “L’uomo giusto” (2007), presentato alla Festa del cinema di Roma. Nel 2012 ha scritto e diretto “Itaker” (2012) candidato ai Nastri d’Argento e al Globo d’oro. Il film è stato proiettato in numerosi festival nazionali ed internazionali. Ha firmato la sceneggiatura di numerosi film tra cui: “Vallanzasca – Gli Angeli del male” e “7 minuti” di Michele Placido. Attualmente sta preparando il suo prossimo lungometraggio “Malerba” tratto dal libro di Carmelo Sardo e Giuseppe Grassonelli (Mondadori ed.)

Mario Poeta, è un videomaker e fotografo freelance. Dopo aver lavorato per molti anni come operatore per le più importanti tv italiane, ha iniziato a collaborare con network internazionali quali Aljazeera, NBC, CBS, BBC, Channel 4. Nel 2012 ha ideato il programma ‘GAPSpecials – This is my life’ per RAI Educational, andato in onda su RAI 3. In qualità di fotografo ha pubblicato per testate internazionali quali Le Monde Diplomatique, Haaretz e Internazionale. Ad oggi è impegnato nella realizzazione di produzioni video per il web. Ha partecipato a due grant della Bill & Melinda Gates Foundation e a due progetti per la Open Society Foundation.

 

Info Autori: Cristina Mastrandrea cris.mastrandrea@gmail.com – cell. +39 3290587049 / Floriana Bulfon floriana_bulfon@yahoo.it – cell. + 39 339 4568901
Info UNICEF:  Ufficio stampa UNICEF Italia: tel.: 06/47809233-346 e cell.: 335/7275877 e 334/1196798; e-mail: press@unicef.it – Portavoce: 342/8096397 e-mail: portavoce@unicef.it